Ci sono volte in cui sentiamo che qualcosa non va, ma non sappiamo spiegare bene cosa. Non è successo necessariamente qualcosa di preciso. Magari una persona ci ha detto una frase del tutto normale, abbiamo ricevuto una proposta interessante o ci troviamo davanti a una scelta che, almeno sulla carta, sembra quella giusta. Eppure dentro rimane una sensazione difficile da ignorare.

Poi iniziamo a chiederci se sia il nostro intuito a parlare oppure la paura.

È una distinzione meno semplice di quanto sembri. Soprattutto perché la paura non si presenta sempre come qualcosa di evidente. Può assumere la forma del dubbio, della prudenza, del bisogno di pensarci ancora un po’. Può convincerci che stiamo soltanto cercando di fare una scelta ragionevole, quando in realtà stiamo cercando un modo per non correre alcun rischio.

L’intuizione, invece, non sempre arriva con una spiegazione. A volte è proprio questo che ci mette in difficoltà.

Quella sensazione che non sappiamo spiegare

Probabilmente è capitato a tutti di ripensare a una situazione dopo molto tempo e pensare: in fondo lo avevo già capito.

Forse non avevamo elementi sufficienti per spiegare cosa ci lasciasse perplessi, ma qualcosa non ci convinceva. Una persona ci sembrava poco sincera, un ambiente non ci faceva sentire a nostro agio, una decisione che sembrava conveniente lasciava dentro di noi una strana resistenza.

L’intuizione può avere questo aspetto. Non arriva necessariamente come una certezza. È più simile a una percezione che si fa strada prima ancora che la mente riesca a mettere insieme tutti i pezzi.

Questo, però, non significa che ogni sensazione debba essere considerata una verità.

Anche le nostre esperienze passate influenzano il modo in cui percepiamo ciò che abbiamo davanti. E proprio qui le cose possono diventare complicate.

Quando il passato entra nelle nostre decisioni

Se una relazione ci ha fatto soffrire, è normale diventare più prudenti nella relazione successiva. Se abbiamo avuto una brutta esperienza sul lavoro, potremmo guardare con sospetto una nuova opportunità. Se abbiamo preso una decisione di cui poi ci siamo pentiti, magari la volta dopo passeremo settimane a pensarci prima di scegliere.

La paura cerca di proteggerci anche così.

Il problema è che a volte continua a farlo anche quando il pericolo non è più quello di una volta.

Ci troviamo allora davanti a una situazione nuova, ma reagiamo come se conoscessimo già il finale. Non perché sappiamo davvero come andrà, ma perché abbiamo già vissuto qualcosa che ci ha insegnato a stare sulla difensiva.

Per questo, quando sentiamo un forte impulso a fermarci, può essere utile chiederci da dove arriva.

C’è qualcosa che sta succedendo adesso che mi mette in allarme? Oppure questa situazione sta semplicemente toccando una paura che conosco già?

Non è sempre facile rispondere. Ma spesso la domanda è già utile.

La paura vuole essere sicura

Una delle cose che trovo più interessanti della paura è il suo bisogno di certezze.

Quando abbiamo paura di sbagliare, cominciamo a raccogliere informazioni. Pensiamo a tutte le possibilità, immaginiamo cosa potrebbe succedere, chiediamo consiglio a qualcuno, cambiamo idea e poi torniamo alla decisione iniziale.

E magari continuiamo così per giorni. Vorremmo arrivare a quel momento in cui qualcuno, o qualcosa, ci garantisca che la scelta è quella giusta. Ma quella garanzia quasi mai arriva.

Una parte della paura nasce proprio dal fatto che non possiamo sapere tutto in anticipo. Non possiamo sapere come andrà una relazione, se un cambiamento di lavoro ci renderà felici, se una persona resterà nella nostra vita o se una strada che oggi ci sembra promettente sarà ancora quella giusta tra un anno.

L’intuizione non elimina questa incertezza.

Forse ci aiuta semplicemente a non perderci completamente dentro.

Quando la mente continua a girare

Ci sono decisioni che abbiamo già preso dentro di noi, ma che continuiamo a discutere mentalmente. Lo sappiamo, magari, ma non vogliamo ancora ammetterlo.

A volte perché la risposta ci costringerebbe a fare qualcosa. Lasciare una relazione. Cambiare lavoro. Mettere un limite. Rinunciare a un progetto. Dire a qualcuno quello che pensiamo davvero.

Così continuiamo a pensarci. Cerchiamo un altro punto di vista, un altro consiglio, un altro segnale. E più cerchiamo di essere sicuri, più diventiamo confusi.

In questi momenti può essere utile fare una cosa molto semplice: smettere per un attimo di pensare alla decisione e immaginare di averla già presa.

Se avessi deciso di restare, come mi sentirei?

Se avessi deciso di andare, cosa cambierebbe dentro di me?

Non è un metodo infallibile e non serve a trovare una risposta magica. Però può far emergere qualcosa che, mentre analizziamo tutto con la testa, rimane nascosto.

Non tutto ciò che ci spaventa è sbagliato

C’è poi una cosa che spesso dimentichiamo. Possiamo avere paura anche davanti a qualcosa che desideriamo davvero.

Un cambiamento può spaventarci proprio perché è importante. Possiamo avere paura di lasciare un lavoro che non ci piace più perché non sappiamo cosa troveremo dopo. Possiamo avere paura di innamorarci perché sappiamo quanto può far male perdere qualcuno. Possiamo avere paura di mostrarci per come siamo perché non sappiamo come verrà accolto ciò che mostriamo.

Quella paura non significa necessariamente che dobbiamo fermarci. A volte indica semplicemente che stiamo uscendo da qualcosa che conosciamo.

E forse è qui che diventa importante imparare ad ascoltare anche la parte di noi che, nonostante la paura, continua a desiderare.

E l’intuizione?

L’intuizione non è una voce infallibile che sa sempre cosa accadrà. Non è nemmeno qualcosa che appartiene soltanto alle persone particolarmente sensibili o spirituali.

È un modo con cui possiamo accorgerci di qualcosa prima ancora di riuscire a spiegarlo. Può nascere dall’esperienza, dall’osservazione, da dettagli che abbiamo registrato senza rendercene conto. Può essere un’impressione che merita di essere ascoltata, non necessariamente una risposta da seguire alla cieca.

Forse per questo non dobbiamo scegliere tra intuito e ragione.

Possiamo ascoltare quello che sentiamo e poi guardare cosa sta realmente accadendo.

Possiamo avere una sensazione positiva nei confronti di una persona e, allo stesso tempo, osservare come si comporta. Possiamo sentirci attratti da una nuova possibilità e prenderci il tempo per capire se è davvero sostenibile. Possiamo avere paura e non lasciare che quella paura decida automaticamente per noi.

Fermarsi, prima di scegliere

A volte abbiamo bisogno proprio di questo: di un po’ di spazio.

Non di un’altra opinione, non dell’ennesima ricerca su internet e nemmeno necessariamente di una risposta immediata.

Solo di qualche momento in cui stare con quello che sentiamo.

È anche uno dei motivi per cui una lettura dei Tarocchi può essere interessante quando ci troviamo davanti a una scelta. Non tanto perché le carte possano dirci quale strada prendere, ma perché possono aiutarci a guardare la situazione da un punto di vista diverso.

Una carta può far emergere una paura che non avevamo riconosciuto, un desiderio che stavamo mettendo da parte o una dinamica nella quale continuiamo a muoverci senza rendercene conto.

A volte abbiamo già dentro di noi una risposta, ma non siamo ancora riusciti ad ascoltarla.

Imparare a riconoscere la propria voce

Forse non esiste un modo per distinguere sempre e con certezza l’intuizione dalla paura.

Possiamo però diventare più attenti a ciò che succede dentro di noi. Possiamo osservare quando una sensazione nasce da qualcosa che sta accadendo nel presente e quando, invece, sembra arrivare da una vecchia esperienza. Possiamo accorgerci di quanto spesso cerchiamo certezze prima di concederci il permesso di scegliere.

E possiamo anche imparare a non pretendere che una decisione importante ci faccia sentire completamente tranquilli. A volte una scelta ci fa paura e allo stesso tempo ci fa sentire più vivi. Altre volte, invece, dietro mille ragionamenti sappiamo già che qualcosa non ci convince.

Forse ascoltare se stessi significa anche imparare a riconoscere questa differenza, senza avere fretta di trasformarla in una risposta.

La prossima volta che ti trovi davanti a una scelta, prova allora a fare un po’ di silenzio. Non chiederti subito cosa dovresti fare. Guarda piuttosto cosa succede dentro di te quando immagini una strada e poi l’altra.

Potresti scoprire che la risposta non arriva come una certezza. Magari arriva come una sensazione. E da lì, qualche volta, si può cominciare.

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